Questa
dipendenza è confermata dalla tabella seguente che riporta per il 2011 la
crescita % del prodotto interno per l’Italia (che sta al 15° posto) e per i 5 Paesi europei in testa
alla classifica dell’innovazione in termini di lauree, ricerca scientifica,
investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo, brevetti, percentuale di
piccole e medie imprese innovative, bilancia tecnologica, etc.
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Paese
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Svezia
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Germania
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Finlandia
|
Francia
|
Danimarca
|
Italia
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Crescita %
PIL 2011
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3,9
|
3
|
2,7
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1,7
|
0,8
|
0,4
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Crescita % PIL 2011 per i 5 Paesi europei più innovatori e per Italia
Fonte: Eurostat
Le antiquate
strategie annunciate dal Consiglio dei Ministri riguardano interventi in: opere
pubbliche, semplificazioni per la creazione di nuove aziende, valorizzazione di
siti archeologici, protezione dalle frane, rispetto delle regole, lotta contro
corruzione ed evasione fiscale, miglioramento dei rapporti fra pubblico e
privato, nuove regole per la valutazione dei docenti, assunzione di 12.000
docenti per le scuole medie e superiori. Anche questi sono obiettivi meritevoli
di attenzione, anche se alcuni sono un po’ vaghi. Ad essi è stata rivolta in passato qualche attenzione che
manca, invece, alla scienza e alla tecnologia.
Propongo al Governo la lettura di quanto scrivevo su
queste pagine virtuali il 9 Maggio u.s.
“In Italia
gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sono lo 0,54 % del PIL (nel
2010 era 0,58 %) che corrisponde allo 0,71 della media europea; quelli privati
sono lo 0,71 % del PIL (nel 2010 erano 0,65 %) che corrisponde allo 0,57 della
media europea. Questo divario dura da 30 anni. Non è solo questione di
investimenti, ma di cultura media. La percentuale della popolazione che ha
completato l’educazione terziaria è in Italia il 20%. La media europea è 33 %,
Danimarca e Norvegia 47%, Svezia e Finlandia 45%, Francia e UK 43 %, Irlanda 49 %. A livello
più basso dell’Italia sono solo: Macedonia, Malta, Romania e Turchia.
L’Italia è,
dunque, carente nei livelli di istruzione. Negli
investimenti in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico sta poco sopra la
metà della media europea - particolarmente nel settore privato.”
Attendiamo
che il Consiglio dei Ministri rimedi all’omissione e definisca strategie
urgenti ed efficaci. Agli industriali italiani poco innovativi, diciamo: “Senza
innovazione energica e sapiente – non sopravviverete.”
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