Apprezzano giustamente molto di quanto ha fatto il governo Monti.
Criticano giustamente certe carenze od omissioni dell’Agenda Monti. Però critiche e suggerimenti riguardano: spesa pubblica, tassazione, anticorruzione, facilitazioni alle imprese, liberalizzazioni, IVA, riforma della sanità, cambiamenti, riforme, eccessive pretese accampate sulla Presidenza del Consiglio.
Non c’è una parola su scuola e istruzione, né su ricerca scientifica e sviluppo industriale. Allora ripeto il mio Coeterum censeo Carthago delenda est. [era la frase che ripeteva Catone – qualunque fosse il tema della discussione in Senato]. Occorre:
• mirare all’eccellenza delle scuole di ogni ordine e grado – e realizzarla
• aumentare gli investimenti nella ricerca pubblica, integrandola con la privata – che, rispetto al resto d’Europa, è più inadeguata di quella pubblica
• stimolare le aziende a salvarsi innovando, non lucrando incentivi
• sfruttare Internet non solo per snellire la pubblica amministrazione e per usare Microsoft Office, ma come strumento per creare la Società della Conoscenza.
È documentato che per una ripresa che crei prosperità, occorre studiare, sperimentare, inventare, innovare. Parlare di astratti – magari con battute di 140 caratteri – serve solo per chi vuole essere alla moda.
In questa campagna elettorale, diamo più credito a chi almeno parli di scuole avanzate, ricerca e sviluppo, innovazione e presenti piani credibili nel settore.
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