Le fonti di energia sono distribuite nel mondo in modo disuniforme. In Italia importiamo la maggior parte dell’energia che consumiamo. Si discute sull’entità delle riserve di gas e petrolio – secondo alcuni stanno per esaurirsi: secondo me, no. L’energia nucleare comporta rischi – secondo alcuni aumentarne la produzione è la salvezza: secondo altri comporta rischi inaccettabili. Le quantità rilevanti sono molto grosse e le unità di misura usate sono tante. È arduo formarsi opinioni sensate. Occorre analizzare i numeri e ragionarci sopra.
La IEA
(International Energy Agency – organizzazione indipendente finanziata da 28
Paesi; produce studi e avanza suggerimenti) sostiene [IEA, Technology Roadmap -Hydropower, Nov. 7, 2012] che per il 2050 la
produzione mondiale di energia idroelettrica raddoppierà. L’aumento della
potenza installata sarà di 1300 GW – equivalente a quella di 1300 grandi
centrali elettronucleari. La IEA sottolinea che l’idroelettrico costituisce
l’83% di tutte le energie rinnovabili prodotte oggi e fornisce il 17%
dell’energia elettrica totale. Sostiene che occorrono politiche innovative per
realizzare quel raddoppio – atto a conseguire un impatto notevole sulla
situazione energetica mondiale. Vediamo che dicono i numeri.
|
Area
|
1965
|
1980
|
1990
|
2000
|
2010
|
Anni ultimo raddoppio
|
|
N America
|
325
|
521
|
625
|
668
|
663
|
45
|
|
S e C America
|
40
|
200
|
350
|
550
|
695
|
20
|
|
Eurasia
|
394
|
650
|
720
|
833
|
865
|
43
|
|
Africa
|
12
|
45
|
55
|
72
|
102
|
22
|
|
Cina
|
22
|
58
|
126
|
222
|
720
|
6
|
|
India
|
18
|
55
|
66
|
77
|
111
|
30
|
|
Mondo
|
925
|
1700
|
2160
|
2650
|
3430
|
30
|
Energia idroelettrica prodotta annualmente (TWh)
Fonte: BP Energy Statistical Review 1965-2010
L’energia
idroelettrica prodotta annualmente nel mondo ci ha messo 30 anni a raddoppiare
(1980-2010), ci ha messo più di 40 anni in Europa e Nord America – mentre in
Cina è raddoppiata negli ultimi 6 anni. Dunque un ulteriore raddoppio globale
nei prossimi 40 anni è del tutto plausibile.
Ho
utilizzato, allora, i dati della stessa fonte (BP Statist. Review, 1965-2010)
per determinare i parametri dell’equazione di Volterra che descrivesse
l’andamento della serie storica costituita dai 47 valori della produzione
idroelettrica mondiale dal 1965 al 2010.
L’errore
standard fra i dati sperimentali e quelli definiti dall’equazione è solo del
6,7 ‰. L’accordo, dunque, è
ottimo come si vede a occhio dal diagramma seguente. L’asintoto è di 9110 TWh
(da raggiungersi alla fine del secolo) e l’energia prodotta nel 2050 è
calcolata in 6380 TWh, cioè del 7% inferiore al doppio di quella riportata
all’ultima riga della tabella. La proiezione dell’IEA è sostanzialmente
confermata.

Il lato orizzontale superiore del riquadro ha ordinata 9110 TWh
(asintoto)
Il raddoppio
dell’energia idroelettrica è, dunque, probabile. In gran parte sarà dovuto
all’Asia: la Cina ha raddoppiato l’idroelettrico negli ultimi 6 anni e solo il
20% del potenziale asiatico è stato sfruttato. In Africa è da sfruttare il 92%
del potenziale idroelettrico totale - la centrale di Inga (Congo) con potenza
di 35 GW, ne costituisce il 14%. La difficile situazione socio-economica e i frequenti conflitti rendono
esili le speranze di sviluppi positivi in Africa.
La produzione
idroelettrica italiana da mezzo secolo è intorno ai 40 TWh. Le ulteriori
risorse idrauliche sfruttabili sono scarse. Modesti incrementi si otterranno
aumentando l’invaso di serbatoi esistenti. In impianti più antichi si potrà
innalzare la struttura di colmo delle dighe. In centrali a bassa quota
(soggette all’accumulo di terra e detriti sul fondo) si effettueranno
sghiaiamenti e sfangamenti recuperando il 30% degli invasi interriti (4 km3
su 13,3 km3).
Il raddoppio
della produzione idroelettrica, secondo IEA come dicevamo sopra, avrebbe un
notevole impatto sul bilancio energetico mondiale. Non è proprio così. La
tabella seguente raffronta le percentuali dell’energia totale del mondo
costituite dalla idroelettrica nel 2010 e nel 2050. La conversione si fa
considerando che 1000 TWh (TeraWattora = migliaia di miliardi di Wattora)
equivalgono all’energia prodotta da 86 MTOE (milioni di tonnellate di petrolio
equivalenti
|
|
2010
|
2050
|
|
Energia totale mondo
|
12.000 MTOE
|
15.400 MTOE
|
|
Energia idroelettrica
|
3.427 TWh
|
6.860 TW
|
|
“
equivalenti a
|
294 MTOE
|
590 MTOE
|
|
“
“ sul totale a
|
2,4 %
|
3,8 %
|
|
“
equivalenti sec.BP a
|
779 MTOE
|
1.563 MTOE
|
|
“
“ sul totale a
|
6,5 %
|
10,1 %
|
Fonte dati su energia totale:
Vacca, R. – “Anche tu fisico”, 2012.
Dunque
l’impatto sul bilancio energetico mondiale non è tanto grosso: si passa dal 2,4
al 3,8 %. Si noti che la citata pubblicazione BP (British Petroleum)
attribuisce all’idroelettrico una produzione di energia al 2010 di 779 MTOE
– 6,5 % del totale (2,6 volte maggiore
di quella che riporto nella terza riga dell’ultima tabella). Quindi proietta la
produzione idroelettrica mondiale al 2050 in 1563 MTOE [10,1 % dell’energia totale a
quella data] La ragione è che BP riporta
il numero dei milioni di tonnellate di petrolio che sarebbero necessari per
produrre in centrali termoelettriche, l’energia elettrica, in effetti prodotta
da fonti idrauliche.. Lo fa assumendo un valore del rendimento nella produzione
termoelettrica di 0,38. Non sembra una decisione ragionevole: quel valore era giusto per centrali antiche.
Quelle moderne a cicli combinati raggiungono rendimenti superiori a 0,55.
Dunque, se mai, andrebbe usato un valore intermedio.
Una settimana
dopo Technology Roadmap -Hydropower,
la IEA pubblica un altro documento: World
Energy Outlook (14 Nov, 2012) che presenta uno scenario diverso –
marcatamente ideologico. La tesi è che la crescita nei consumi di energia non è
sostenibile e mira, al 2035,
a un aumento di oltre il 33%. [La mia proiezione al
2035, documentata in “Anche Tu Fisico” è, invece, del 19%].
Per evitare
tale crescita eccessiva, il documento propone uno Scenario Mondiale Efficiente
in cui:
1.
si riduca il ricorso a petrolio, carbone e nucleare;
2.
al 2050 si estragga meno di 1/3 delle riserve di
combustibili fossili – in conseguenza a partire dal 2020 diminuiranno drasticamente
le emissioni di CO2;
3.
il consumo totale di energia in Europa decresca del 20%
al 2035;
4.
i rendimenti energetici più alti faranno crescere di 18
T$ il PIL mondiale – risorsa adeguata a garantire sviluppo sostenibile;
5.
il 33% della produzione di energia elettrica sia
fornito da fonti rinnovabili;
6.
le minori emissioni di CO2garantiranno che
la temperatura globale non cresca più di 2 - 3°C sul lungo termine.
Quest’ultimo
traguardo implicherebbe un raddoppio dell’energia idroelettrica mondiale non
nei prossimi 40, ma nei prossimi 25 anni. Questo implicherebbe che l’attuale
tasso di crescita acceleri notevolmente, per effetto di energiche politiche
finora non adottate, né preannunciate.
Taluno ha
commentato che il World Energy Outlook
IEA è fondato su solide basi scientifiche. Dissento: a differenza del primo
documento IEA, è una manifestazione di “wishful thinking” – pensiero distorto
per confermare desideri di eventi improbabili.
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