Giuseppe
Vacca, fratello maggiore di mio padre, era nato a Genova nel 1869. Il primo
marito della loro madre era Giulio
Cesare da Passano, amico di Mazzini. In casa giravano
parecchi cimeli e ricordi mazziniani. Giuseppe da adolescente frequentava amici
repubblicani e conobbe Giovanni Serma di Bogliasco, falegname [“segatore di
legno”] garibaldino combattente nel 1867 a Mentana con Garibaldi.
Nel settembre
1867 il Generale, lasciò Caprera ove era tornato dopo il suo successo a Bezzecca
(l’unico nella guerra del 1866). Con 10.000 garibaldini mirava a riconquistare
Roma. Aveva progettato l’impresa fiducioso che sarebbe stata appoggiata da una
sollevazione armata del popolo di Roma: ma questo non accadde. Menotti
Garibaldi doveva condurre una piccola colonna da Terni su Monterotondo. Nicola Acerbi doveva
arrivare da Orvieto e Viterbo. Giovanni
Nicoletti si dirigeva a Velletri da
L’Aquila. Ricciotti Garibaldi guidava 100 cavalleggeri. L’attacco avrebbe
dovuto svilupparsi in simultanea da tutte le direttrici citate: invece le
azioni furono del tutto scoordinate. I fratelli Enrico e Giovanni
Cairoli erano venuti a Roma
nel settembre per organizzare la rivoluzione, ma furono individuati ed espulsi
il 9 ottobre.
Il 22 ottobre
Giuseppe Monti e
Gaetano Tognetti fecero esplodere due barili di polvere da sparo accanto alla
Caserma Serristori nei pressi di San Pietro, ove era accantonata una
guarnigione francese dai tempi della Repubblica Romana.. Uccisero 23 zuavi
francesi, ma furono catturati e un anno dopo decapitati al Circo Massimo..
Il 23 ottobre
i fratelli Cairoli con 76 garibaldini presero delle barche a Passo Corese e
scesero lungo il Tevere. Presero terra ai Parioli e furono attaccati e
annientati da 300 svizzeri del Papa a
Villa Glori. Enrico fu ucciso; Giovanni gravemente ferito
sopravvisse.
Il 25 ottobre
un gruppo di patrioti entrò in azione e si asserragliò nel Lanificio Aiani a
Trastevere. Anche questi furono neutralizzati e 9 di loro morirono nello
scontro. Garibaldi con un’altra colonna arrivò a Monterotondo il 26 ottobre e
si spinse fino al Ponte Nomentano il 29 ottobre, ma, scoraggiato dalla mancata
insurrezione a Roma e da
numerose diserzioni nelle sue file decise di spostarsi verso Tivoli ove avrebbe
sciolto le sue formazioni. Intanto il 29 ottobre era sbarcato a Civitavecchia il
Generale de Failly con 3500 zuavi francesi armati con fucili Chassepot a
retrocarica e dieci cannoni. Si unirono il 30 Ottobre con i papalini del Generale
Kanzler e a Mentana il 3 Novembre affrontarono i garibaldini male equipaggiati
e armati con antiquati fucili ad avancarica. Garibaldi aveva due soli cannoni
con poche munizioni. Suo genero, Stefano Canzio, gli salvò la vita durante la
battaglia.
I nostri i
furono battuti: 150 garibaldini caduti furono sepolti in una fossa comune e
molti furono presi prigionieri (1). Garibaldi passò in territorio italiano con
5000 dei suoi.
Giovanni
Serma chiamò Mentana la figlia nata nel 1870. Era una ragazza bellissima e Giuseppe Vacca se ne
innamorò follemente,ma sua madre si oppose al matrimonio. Giuseppe decise di
studiare medicina in Svizzera. La madre, vedova, gli passava un modesto mensile
e lui sposò segretamente Mentana (diciassettenne) che lo seguì in Svizzera.
Vivevano in condizioni disagiate: si ammalarono tutti e due di tubercolosi e
tornarono a Genova accolti a casa
della madre di Giuseppe in via S. Gerolamo.. Giuseppe dipinse questo acquarello
in cui i morti di Mentana risorgono e commemorano il 3 Novembre cacciando da
Roma preti e zuavi.

Giuseppe
Vacca morì a Genova il 7 Novembre 1888 e Mentana Serma un mese più tardi.
Avevano avuto un figlio, Alberto – mio cugino – che fu allevato dalla nonna e
da mio padre, ma morì di croup a poco più di 10 anni.
Mio zio
Giuseppe non ha lasciato scritti. Quando morì, mio padre aveva 16 anni. Credo
che i suoi orientamenti politici siano stati influenzati dal fratello maggiore.
Quattro anni più tardi (a 20 anni) era tra i fondatori del Partito Socialista
(Genova, 1892).
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(1) Nel film “In Nome del
Papa-Re” N. Manfredi è un monsignore: incontra garibaldini presi prigionieri a
Mentana dagli zuavi. Commenta: “Già: la Legione Straniera
all’ultima crociata!” [www.youtube.com/watch?v=0VpWaZFnRTs]
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