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I Community College esistono in tutti i paesi di cultura anglosassone. Ce ne sono 1200 in USA, 300 nel Regno Unito, 150 in Canada e 73 in Australia. Ce ne sono anche in Malesia e nelle Filippine.
La recente iniziativa del governo italiano di analizzare e ridurre tutte le spese della pubblica amministrazione è ragionevole. È un bene che non preveda altri tagli alle risorse delle scuole e miri solo a ridurre le spese per acquisti o per appalti. Sarebbe opportuno intraprendere iniziative per migliorare la qualità dell’insegnamento e per controllarla attentamente.
Sarebbe anche opportuno che le aziende più avanzate leggessero l’Articolo 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. …. Le istituzioni di alta cultura … hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi.” Quindi farebbero bene a fondare ed esercire scuole che facciano acquisire ai giovani proprio le abilità richieste nelle loro attività produttive innovative. Si potranno chiamare Collegi Comunitari o con altro nome che suoni bene. Su questo punto è bene rileggere quanto scrisse Luigi Einaudi nel suo saggio ”Vanità dei titoli di studio” del 1947. [“ … non si corra dietro alle parole invece che alla sostanza.”
Si facciano scuole nuove e ottime. Non si parli di abolire scuole ottime (come gli Istituti Tecnico Industriali Statali, da cui sono provenuti inventori e tecnici di alto valore). Le aziende aumentino drammaticamente gli investimenti in ricerca e sviluppo creando attività di alto livello che contribuiscano alla ripresa. Non usciremo dalla crisi con trucchi contabili.
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